domenica 28 maggio 2017

RovigoComics 2017

Il mio resoconto dalla sesta edizione del RovigoComics che si è svolta in questi giorni

La fiera si è svolta nel suggestivo centro storico di Rovigo, questo è l'ingresso al Palazzo del Corpo di Guardia dove sono state posizionate queste bellissime sagome dipinte a mano da un artigiano.

HairyStone, un personaggio usato nel film Covered Sun,  fantasy realizzato da Elia Rosa che già aveva diretto un corto ispirato alle "Cronache del mondo emerso" di Licia Troisi.

La parete con gli omaggi a Capitan Harlock: nei giorni precedenti alla Fiera chiunque poteva inviare la propria opera ispirata al mitico Capitano.

Le tavole originali di Giuseppe De Luca, disegnatore fra l'altro di Dragonero..

..quelle di Fabio Babich, disegnatore anche lui di Dragonero..

..e le opere di Donald Soffritti, disegnatore fra l'altro per Topolino!

Nell'artist alley ho avuto l'occasione di chiaccherare con il fumettista StudioPazzia, che mi ha parlato della sua prima opera autoprodotta "Bambini", ovviamente pubblicherò l'intervista nelle prossime settimane!

Così come pubblicherò l'interessantissima chiaccherata che ho avuto con Pietro Gandolfi, scrittore di romanzi e sceneggiatore del fumetto horror "The Noise".

Dopo aver sbavato su questo banchetto che vedo spesso alle fiere, da me ribattezzato il "nerdvana"..


..ho visitato l'area dedicata al retrogaming gestita da quelli di RetroAcademy!

Infine gli acquisti: The Noise n.0 1 e 2, Bambini di StudioPazzia (con bellissimo disegno che pubblicherò con l'intervista), Bar-Man e DamiGianna di Ale+StudioPazzia avuto in omaggio e il bel libretto della fiera con tutte le schede degli autori!


venerdì 26 maggio 2017

Le nerd interviste: 28) Enrico Simonato

Oggi per la serie delle nerd interviste abbiamo un architetto e designer con la passione per il fumetto e l'illustrazione, che abbiamo incontrato al Be Comics a Padova: Enrico Simonato!

Ciao Enrico e grazie per l'intervista, una domanda classica: come hai iniziato?

In realtà non c’è un giorno in cui ho iniziato a disegnare, perché ho iniziato fin da bambino. Ho avuto la fortuna di avere tanti fogli di carta a casa perché mia mamma lavorava come segretaria all’interno di una scuola, e lei svolgeva anche dei lavori a casa di battitura a macchina, così avevo risme di carta disponibili tutto il giorno per disegnare. E quindi era il mio strumento di gioco, lo usavo proprio per creare dei miei giochi o i miei disegni, sfogavo tutta la fantasia nel disegno!
Poi sicuramente una buona colpa, se vogliamo dargliela, è degli anime giapponesi che mi son visto da bambino, perché mi hanno sicuramente influenzato nell’immaginario. Mi hanno spronato a provare a replicare i cartoni animati su carta, a provare a copiare le figurine dell’album delle figurine più in grande, sicuramente quello è stato importante per me.

- Hai ragione che gli album delle figurine sono stati importanti: una volta non c’era internet, quindi o uno aveva il videoregistratore oppure..

Infatti, poi anche la distribuzione dei fumetti era pressoché inesistente, c’era Topolino, non esisteva il manga…

- Forse c’era qualcosa su..

C’era qualcosa nel Corriere dei piccoli, però non me lo prendevano i miei, non lo conoscevo neppure, sarò sincero!
E quindi ho iniziato a disegnare fin da bambino. Poi alle superiori ho fatto il liceo artistico indirizzo architettura e design, quindi non ho mai fatto copia dal vero, la modella, queste cose qua, però una buona base di teoria del colore, di anatomia, di disegno a mano libera c’era. Ho continuato a seguire la strada dell’architettura laureandomi a Venezia, allo IUAV, e tutt’ora è il mio lavoro. Questo è sicuramente, anche per quantità di ore che mi occupa durante la settimana, il mio secondo lavoro se vogliamo, alla pari con l’altro. Mi occupa molto tempo!


- Magari questo è il lavoro che ti piace di più!

Anche l’architettura è una bellissima professione, molto stimolante, non ci si ripete mai se si segue la parte più creativa della progettazione. Non faccio catasto, non faccio pratiche edilizie…

- Robe noiose..

Seguo solo la parte più divertente del mestiere dell’architetto, la progettazione pura, e la restituzione in disegni o rendering di quello che hai progettato, quindi anche lì ricopre una parte molto divertente del lavoro. Entrambi i lavori mi piacciono molto, sono differenti tra loro, hai un bagaglio culturale diverso per entrambi però nel fumetto saper disegnare bene le prospettive e le architetture è certamente un vantaggio, senza affidarsi a reference, foto o altri stratagemmi per ovviare al problema. E quindi da quel punto di vista lì mi sento abbastanza sicuro.


- Ora hai realizzato anche un libro.

Si, mi sono auto-prodotto il libro a novembre, raccoglie tutti i disegni che ho realizzato nel 2016. So che è una scelta infelice scrivere Artbook 2016 e pubblicarlo praticamente nel 2017 perché sembra già vecchio, ma in realtà è nuovo perché all’interno ci sono solo disegni realizzati in questo anno passato. Tra una fiera e l’altra, quando sono a casa, ho messo insieme queste illustrazioni, e ho voluto raccoglierle tutte assieme. Sto già lavorando al prossimo, che sarà invece stampato in orizzontale.

- Perché in orizzontale?

Perché mi scocciava avere disegni orizzontali rappresentati due su una pagina. Allora il prossimo libro sarà solo di disegni orizzontali. E raccoglierò la matita, a volte anche la bozza e poi il colore. Qualora esistesse, perché magari è una commission venduta, anche il colore a mano, non digitale. Quindi sarà un libro più tecnico, che va a esplorare tutte le varie tecniche di disegno che uso, che sono svariate..

- Tu cosa prediligi come tecnica, disegno a mano comunque?

Disegno a mano sempre, parto sempre dal disegno a mano, a matita. Poi per la colorazione, quando ho tempo mi piace dipingere a mano, purtroppo il tempo non c’è mai e spesso mi ritrovo a dover colorare in digitale. Per avere una resa da cartone animato, tipo i cel (i fogli di acetato alla base dei cartoni animati ndr) un tempo dipingevo sui fogli di acetato con gli acrilici, adesso invece lavoro con Photoshop utlizzando la stessa tecnica che avrei fatto a mano con la stessa resa.


- Stai realizzando anche un fumetto?

In realtà è un fumetto che ho realizzato nel 2007 per un concorso indetto dalla Kodansha, casa editrice giapponese, quello delle quattro stagioni. Mi era rimasto sto pallino di finirlo, perché è un fumetto auto-conclusivo di 16 pagine, ma in realtà avrebbe un ciclo narrativo molto più ampio, potrebbe essere sviluppato alla Star Trek: cioè tanti mini episodi, da 16 pagine, che raccontano mini storie auto-conclusive che però nell’insieme ti raccontano in un arco narrativo più grande una storia completa. Adesso ho avuto una sera molto prolifica e ho scritto tre capitoli, come sceneggiatura, perché io sono autore completo, scrivo, disegno, coloro faccio tutto io!

- Di cosa tratta?

E’ di fantascienza, e tratta di due esploratori spaziali in cerca di forme di vita alternative al loro pianeta. Quella è la scusa per trovare location sempre diverse, e la fantascienza sarebbe alla Asimov, quindi non è incentrata sull’azione o necessariamente sullo stupire, ma più su quelle che possono essere domande o drammi esistenziali legati all’universo e a tutto quello che ti può dare il tema della fantascienza rispetto alla normale narrativa.

- Alla Interstellar o Arrival: non sono importanti gli effetti speciali ma la storia..

Esatto, più psicologica, alla Asimov appunto. E adesso sto lavorando a quello, e vorrei interrompere un pò la mia presenza alle ferie, che finora è stata costante, per concentrarmi su quel materiale lì da finire, perché ci credo e ci tengo. Farò un crowdfunding quasi sicuramente, oppure faccio la stessa strada di quel libro, ma probabilmente tenterò il crowfunding. Finirò tutti e tre i capitoli, aggiungerò il quarto, che è quello che ho finora portato alle fiere, perché era già disponibile finora alle fiere, ma adesso l’ho terminato, e quindi sarà un fumetto di circa 50-60 pagine a colori. La mia idea è di distribuirlo sia online che alle fiere, se poi ci sarà qualcuno di interessato, non è che disdegno anche la casa editrice, però preferisco scriverlo a modo mio senza restrizioni poi un giorno, se qualcuno si adegua a quello che ho scritto…

- Ho intervistato molti autori che sono partiti dal web o autoproduzione ed ora lavorano con case editrici

Si avevo anche una mezza idea di sentire una casa editrice, però quasi quasi mi arrangio, tanto è un mio feticcio quel fumetto lì, è una cosa che che voglio fare per conto mio. Finora a chi l’ha letto è piaciuto, tra l’altro dietro questo fumetto c’è dietro tutta una sega mentale enorme, perché ho costruito l’intero pianeta che visitano in soli 16 pagine in 3D, e ho inserito le telecamere in varie location, per poi ridisegnare tutto a mano, il tutto per avere coerenza tra un’inquadratura e l’altra.
Siccome il pianeta è realizzato tutto in microscaglie metalliche, era complicato rendere in ogni inquadratura la stessa superficie, gli stessi edifici. Poi ho fatto anche delle ricerche a livello di architettura per realizzarlo. Emblematiche queste due tavole, il foro con diverse inquadrature è perfettamente coerente una vignetta con l’altra. Però è tutto disegnato a mano.

- Sono particolari che spesso nei film sbagliano..

No, è scientificamente corretto, anche archettonicamente corretto. Sta tutto in piedi!

Grazie ancora a Enrico per l'intervista! 


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giovedì 25 maggio 2017

PowerBook Pismo (2000)

Mesi fa ho preso questo storico portatile della Apple della serie dei PowerBook, non dava segni di vita ma a Torino all'A bit of history l'amico Lucio mi ha dato una dritta che ne ha permesso la rinascita! Quello che non ne permetteva l'accensione era la batteria ormai defunta, escludendo questa il portatile è ripartito (ovviamente alimentato a rete). Per escluderla bisogna alzare la tastiera, e si noterà un piccolo connettore al centro, basta staccare questo!

Ecco una foto esplicativa!
Il portatile si è subito acceso, facendo il boot con il suo sistema originale, lo storico MacOS 9.1..

Dopo aver aggiunto un pò di RAM sono riuscito per il momento a installare OS X 10.3 (Panther), in futuro vorrei fare altre esperimenti con l'OS X successivo (10.4 Tiger).

Ecco due generazioni a confronto! Una curiosità, il nome Pismo deriva da quello di una località della California..

 Qualche ulteriore dato del Pismo:

Processore: PowerPC G3 400 Mhz
RAM: 576 MB (512+64 MB)
HD: 10 GB
Lettore: DVD 6X
Porte: 2 USB (1.1), 2 Firewire 400
S.O: OS X 10.3.8 Panther

Altri retrocomputer analizzati in questi mesi:

1983: AT Computer System
1984: Commodore PET 8296
1986: Texas Instruments Grillo Fonillo
1990: HP 95LX
1990?: Micro Genius IQ-701
1994: Olivetti Echos 44 Color

mercoledì 24 maggio 2017

Segnalazione: Festival Animavì a Pergola (Pesaro Urbino)

Oggi una piccola pausa dai miei consueti post per una segnalazione di un evento che rilancio volentieri!

Pergola (PU) – 13/ 16 luglio 2017

Animavì
Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico

seconda edizione

Diretto dal regista Simone Massi, il primo festival al mondo dedicato specificatamente all’animazione poetica e d’autore.Tra gli ospiti il regista svizzero Georges Schwizgebel, conduce le serate Luca Raffaelli. Sedici opere in concorso da tutto il mondo

Si tiene nel centro storico di Pergola (Pesaro - Urbino) nel giardino di Casa Godio, dal 13 al 16 luglio 2017 la seconda edizione di ANIMAVÌ - Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico, con la direzione artistica del più importante regista italiano di cinema d’animazione, Simone Massi, che da anni realizza il trailer e la locandina della Mostra del Cinema di Venezia. Ospite d'eccezione il Maestro svizzero Georges Schwizgebel, regista di fama internazionale premiato nei festival di tutto il mondo, da Cannes ad Annecy, autore di oltre venti cortometraggi d’animazione (tra cui La Course à l’abîme; The Man with No Shadow; Romance; Jeu; Erlkönig), in cui applica una tecnica originale, artigianale, che consiste nel dipingere a mano ogni fotogramma, realizzando una pittura animata, di fatto opere d’arte dinamiche. A condurre le serate, che vedranno la partecipazione di ospiti musicali e personaggi del mondo della cultura italiana e internazionale, Luca Raffaelli, giornalista, saggista, sceneggiatore e uno dei massimi esperti di fumetti e animazione in Italia. Il programma completo al link www.animavi.org

A contendersi il 
Bronzo Dorato, prezioso trofeo artistico, ispirato all'omonimo gruppo equestre di epoca romana e simbolo della cittadina marchigiana, saranno 16 opere di animazione provenienti da tutto il mondo, dall'Australia alla Svizzera passando per l'italiano 'Confino', di Nico Bonomo, ma anche lavori da Spagna, Francia, Russia, Cina, Corea del Sud, Polonia, Lettonia, Portogallo e Danimarca. La Croazia sarà rappresentata quindi da '1000' di Danijel Zezelj.

Animavì vuole soprattutto rappresentare a livello internazionale il “cinema d’animazione artistico e di poesia”, quel genere di animazione indipendente e d’autore che si propone di raccontare per suggestione, prendendo le distanze in maniera netta dall’animazionemainstreamVogliamo cercare di portare a Pergola - sottolinea il direttore artistico Simone Massi - dei 'giganti' in un piccolo paese e in un piccolo festival. Un tentativo che facciamo in maniera scanzonata e allo stesso tempo con la consapevolezza che qualcosa di importante ce l’abbiamo anche noi: le colline, i piccoli borghi, la nostra Storia”.Animavì primo festival al mondo dedicato specificatamente all’animazione poetica e d’autore, vanta il supporto di numerose figure di spicco della cultura e dell’arte, insieme a contadini, minatori, partigiani: Pierino Amedano, Franco Armino, Andrea Bajani, Luca Bergia, Valentina Carnelutti, Max Casacci, Dilo Ceccarelli, Ascanio Celestini, Erri De Luca, Nino De Vita, Goffredo Fofi, Daniele Gaglianone, Gang, Valeria Golino, Nastassja Kinski, Emir Kusturica, La Macina, Neri Marcoré, Mau Mau, Laura Morante, Marco Paolini, Lyudmila Petrushevskaya, Umberto Piersanti, Alba Rohrwacher, Francesco Scarabicchi, Silvio Soldini, Oreste Tagnani, Paolo e Vittorio Taviani, Miklós Vámos, Daniele Vicari, Emily Jane White, Massimo Zamboni. 

Animavì è un evento realizzato grazie all'organizzazione di Mattia Priori, Leone Fadelli, Silvia Carbone e dall'associazione culturale Ars Animae, con il contributo e patrocinio di Regione Marche, Ministero deI Beni Culturali e delle attività culturali e del turismo, Marche Film Commission, Marche Cinema Multimedia, Comune di Pergola, Provincia di Pesaro e Urbino, SNGCI - Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani e Accademia del Cinema Italiano Premio David di Donatello. Il festival ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la Medaglia al Merito per il valore culturale dell'iniziativa.

Per maggiori informazioni:
www.animavi.org
info@animavi.org
https://www.facebook.com/animavifestival

cell. 328 5371144

Biglietti
Acquistabili su www.liveticket.it

Ufficio Stampa
Carlo Dutto
carlodutto@hotmail.it
cell. 348 0646089


martedì 23 maggio 2017

A head full of action figures

Qualche giorno fa ho preso questo enorme lotto di action figures e altri piccoli personaggi, ora analizzerò quelli più curiosi..

Uccellino della Disney, da una ricerca in rete presumo sia uno degli amici di Biancaneve, però non mi sembra molto entusiasta
Un bel BatMan (in viola!) della Kenner, anno 1993

Daphne del team di Scooby Doo, targata Pop Rocket e ovviamente Hanna & Barbera

Coppia di cagnolini con "testona", presumo appartengano a qualche serie venduta in edicola

Il mitico Dr. Slump dalla serie omonima, questa è la versione della serie remake del 1997 non di questa storica degli anni '80

Altro personaggio Disney, questo cavaliere di cui devo ancora identificare la provenienza

Lo sfortunatissimo Scrat della serie di film dell'Era Glaciale

un mini Piccolo (o Junior), che si abbina perfettamente ad una mini Pan che avevo già, ovviamente tutti e 2 provengono dall'universo di Dragon Ball

Due fra i personaggi più curiosi: Popeye e Olivia provenienti dalla Francia! Infatti le scritte sui personaggi indicano KFS/TM HEARST PAPO/FRANCE, l'anno è il 1998

SpongeBob in barchetta

Un bellissimo personaggino dalle Winx Club

Un piccolo orso polare, non proveniente dall'isola di Lost ma da Hong Kong

Paperina in blu

Un Pokemon marchiato ovviamente Nintendo

Un doppio Beep Beep in due pose diverse

E anche una doppia moglie di Matusalemix (questo personaggio non ha un vero e proprio nome) dal mondo di Asterix, questa faceva parte della serie di personaggini regalati da Despar

Bellissimo drago della serie Combattimenti fra giganti:Dragons, della Ubisoft

Il piccolo Toad, della saga di SuperMario Bros, ovviamente marchiato Nintendo

Infine il pezzo forte, la famiglia completa degli Aristogatti (Romeo, Duchessa, Bizet, Minou e Matisse) che è già stata sistemata nella vetrinetta in bagno da mia moglie!

lunedì 22 maggio 2017

Alla ricerca della fuffa nerd: 4) Mercatino di Piove di Sacco

Oggi per il nostro viaggio alla ricerca della fuffa nerd torniamo ai mercatini con quello storico di di Piove di Sacco!

NOME: MERCATINO DEI PORTICI
QUANDO: Ogni seconda domenica del mese
DOVE: Centro storico Piove di Sacco (PD)
INGRESSO: Gratuito

Il mercatino di Piove di Sacco è il "fratello" di quello di Brugine, si svolge la domenica successiva e distano pochi chilometri uno dall'altro. Anche questo è un mercatino storico, a differenza di quello di Brugine si svolge in territorio comunale nell'intero centro di Piove di Sacco.
Per parcheggiare trovate molte vie dove poter lasciare l'auto, io consiglio i parcheggi gratuiti a spina di pesce in via Marconi oppure poco più in là in via Manzoni fino ad arrivare al piazzale davanti ai vigili del fuoco che di solito è libero (occhio a non ostruire il passaggio!).
Non serve arrivare prestissimo ma è comunque consigliabile, dato che già nel primo pomeriggio molti venditori iniziano a sbaraccare!
Di solito io arrivo dalla via Mazzini, bellissima la pescheria monumentale che trovate sulla sinistra (sembra medioevale ma risale agli inizi del '900), attenzione poi che il mercatino non si limita alla piazze principali Piazza Vittorio Emanuele II e Piazza Incoronata ma anche alle vie limitrofe tipo via Gauslino e via Garibaldi, mentre in via Roma di solito ci sono bancarelle trascurabili per noi nerd ma che magari possono interessare alle rispettive compagne, vendono infatti tessuti, bigiotteria, oggettistica etnica, eccetera
Un'altra avvertenza è che a novembre il mercatino è in contemporanea con la Fiera di San Martino, quindi le bancarelle si mischiano con quelle della fiera, c'è molta più gente e i parcheggi di contro diminuiscono, a novembre evito di andarci!
I prezzi degli oggetti in vendita non sono al livello di quelli del mercatino di Brugine, ma spesso si fanno ottimi affari anche qui, ci sono molti venditori professionali ma anche abbastanza venditori "della domenica" che smerciano a poco prezzo la loro mercanzia!

I MIEI RECUPERI MITICI:
Un Diaclone della Takara (un progenitore dei Transformers) avuto per 2 euro, un PowerBook 100 (il primo portatile della serie PowerBook della Apple) con manuale e alimentatore per 15 euro...


Le puntate precedenti:
0) Introduzione
1) Accorgimenti iniziali
2) Mercatino di Brugine
3) Il Centro di Arese

domenica 21 maggio 2017

Rat-Man Gigante 39 - I fantastici!

Ho preso qualche giorno fa il nuovo Rat-Man Gigante: siamo arrivati al numero 39 di questa bellissima e curata ristampa del nostro ratto preferito. Qui c'è la prima parte della saga dei "Fantastici", ovvero una divertente parodia del gruppo di super-eroi più amato da Leo Ortolani. Parodia che comunque si interseca con la storia principale, si già visto nel Gigante precedente che Rat-Man ha dovuto fare delle scelte drastiche, e funge anche da pausa (come già detto in teoria dovevamo essere a metà della vita editoriale della serie originale del Rat-Man).
Contiene anche la divertente ma maliconica storia "Stessa spiaggia, stesso sale", con il ritorno di Cinzia Lovable!

Rat-Man Gigante 39 - I Fantastici! - anno 2017
pagine 64 - euro 2.50
Panini Comics

venerdì 19 maggio 2017

Le nerd interviste: 27) Alessandro "Doc Manhattan" Apreda


Stasera per la serie delle nerd interviste abbiamo un giornalista, scrittore, sceneggiatore di fumetti e creatore di un seguitissimo blog punto di riferimento per tutti noi nerd, che ho avuto la fortuna di incontrare domenica al A Bit of [hi]story: Alessandro "Doc Manhattan" Apreda!

Ciao Alessandro e grazie per questa intervista, come nasce il nerd che è dentro al Dr. Manhattan, ritieni di essere sempre stato nerd? 

Penso di si, quando sei ragazzino in realtà ti piacciono le cose che piacciono a tutti gli altri ragazzini, quando inizi a crescere e ti affezioni ai fumetti, ai videogiochi e magari molte altre persone non seguono più quegli interessi ti rendi conto di esser nerd. O almeno per i nerd della mia generazione, adesso è un pò più difficile perché ad esempio i videogiochi sono molto più mainstream, sono molto più diffusi, però nei fine anni ’80 primi anni ’90 se continuavi a giocare con i videogiochi e a leggere i fumetti dei supereroi o i primi manga che sono arrivati in Italia, ne avevi la tessera, un passaporto da Nerd automaticamente!

- Qual’è stato il tuo primo lavoro?

                                                                                                                                                                  Quello che faccio anche adesso, il giornalista! Ho iniziato a scrivere di videogiochi alla fine degli anni ’90 per varie riviste, poi ho lavorato in realtà anche su riviste non di videogiochi, adesso collaboro con dei siti importanti internazionali però mi occupo sempre di quello, di videogiochi, di tecnologia, quindi sostanzialmente ho fatto un solo lavoro in vita mia!

- E fai quello che ti piace..


Si, ho avuto sempre la grande fortuna di trovarlo subito nel periodo anche in cui era anche più facile rispetto ad adesso, e ho avuto questa fortuna che continua anche oggi, speriamo continui ancora a lungo di fare comunque un lavoro che mi piace e mi diverte molto!

- Una cosa che sento dire spesso è: se vuoi lavorare nell’ambito nerd devi trasferirti a Roma o Milano, invece tu sei sempre riuscito a restare nella tua realtà locale..


Si, quando ero ragazzino sognavo di scrivere per le riviste di videogiochi, Zzap!, The Games Machine, Consolemania, eccetera. Non era possibile perché dovevi effettivamente vivere a Milano, perché ti consegnavano fisicamente i giochi, andavi lì a battere il pezzo in redazione, eccetera. Conosco persone che da Cosenza o comunque dal sud si sono trasferite a Milano per lavorare per Xenia (la casa editrice di Zzap! ndr) all’epoca. Però ho avuto la fortuna che fine anni ’90 con l’avvento di internet si è aperta la collaborazione sulle riviste di questo tipo anche a chi abitava in tutto in resto dello stivale. Quindi ho iniziato a lavorare per Super Console, per riviste, come Chip, di informatica, perché semplicemente bastava una banale connessione a 56K a casa e un pò di fantasia, ti mettevi lì, scrivevi i pezzi, li facevi girare..Ripeto c’erano molte più realtà rispetto ad oggi a cui proporre i tuoi pezzi, quindi era più semplice. Internet ha davvero permesso a chiunque..

- Internet di contro poi ha fatto chiudere molte realtà..


Si, poi in un secondo momento il rovescio della medaglia è stato questo: chiaramente con la diffusione sempre più massiva di internet quel tipo di informazioni, recensioni, le guide, eccetera, si trovavano su internet più fresche, con aggiornamenti più frequenti e gratis soprattutto, e questo si è mangiato un pò alla volta il mercato delle riviste di videogiochi. Però è anche l’evoluzione del mezzo: alla fine i contenuti sono gli stessi, si è evoluto il mezzo attraverso cui vengono proposti, oggi sono i siti di videogiochi anzichè le riviste di videogiochi, che sono rimaste ormai molto poche, però sostanzialmente poi i contenuti quelli.


- Ma il primo videogioco a cui hai giocato?

Me lo ricordo perché ho scritto un post sul blog anni fa, è stato credo Phoenix in un bar al mare, perché, per i più vecchietti come noi, prima dell’avvento delle sale giochi c’erano i bar e le pizzerie che avevano i cassoni, all’esterno d’estate, oppure all’interno d’inverno..

- 50 lire ?

No, erano già 100! Però soprattutto andavano forti i punti telefonici, al mare, c’erano le cabine del telefono e c’erano i videogiochi, quindi c’era questa popolazione mista formata da settantenni che telefonavano a casa, gente che fumava e gente che smadonnava per seguire i cassoni.. E il primo a cui ho giocato credo sia stato Phoenix, che era uno sparatutto, alla Space Invaders..

- E il primo fumetto invece? Topolino?

Credo sicuramente qualche fumetto western che mio padre portava a casa. Ho iniziato a sfogliare i fumetti, a consumarli, ancora prima di leggere. Mi leggevo Topolino, non sapevo leggere, quando non trovavo qualcuno che me lo leggesse in casa mi inventavo le storie, cioè mi immaginavo cosa si potessero dire in quelle nuvolette piene di quel linguaggio strano che non capivo ancora, non sapendo leggere. Però sicuramente il western, e sin da piccolissimo fumetti di supereroi, mi facevo comprare le buste sorpresa perché all’interno c’erano i vecchi numeri dell’Uomo Ragno Gigante, I Fantastici 4 Gigante, Thor e i Vendicatori, perché adoravo le storie dei supereroi. Quindi le leggevo in differita di diversi anni.

- Quelli che avevano colpito anche Leo Ortolani..

Esatto, i Fantastici 4 formato Gigante!

- Da cui Rat-Man Gigante.. Progetti futuri?

Progetti futuri: tante cose, di un paio non posso parlare. C’è un fumetto che è in cantiere a cui tengo molto spero possa vedere la luce molto presto, c’è Radium l’etichetta digitale anche mia che proporrà altre novità, insomma cose nel pentolone tante, speriamo di arrivare a fine cottura.

 
- In pratica avete questa etichetta digitale e proponete i fumetti con il meccanismo del crowdfunding..

Proponiamo dei fumetti, con il meccanismo del crowdfunding li produciamo e poi vengono stampati da Saldapress. Abbiamo fatto finora quattro volumi di tre fumetti diversi, perchè di Quebrada ne abbiamo fatti due, e adesso il prossimo: partirà fra pochi giorni una campagna di un fumetto scritto da Casty, che è un autore Disney, disegnato da Ryan Lovelock, che non è un nome d’arte di un porno-divo come potrebbe sembrare, ma è un disegnatore di fumetti super-ingamba. Penso che nel corso della prossima settimana finalmente potremo lanciare la campagna. E’ una bomba, è davvero una bomba! Non vedo l’ora che esca, lo sto dicendo da un pò, però ci stiamo lavorando e ormai ci siamo.

- Avete vinto anche dei premi, vero?

Rim City, che è quello che ho scritto io, ha vinto un premo l’anno scorso al Romics, abbiamo avuto altre nomination, tipo al Boscarato per la colorazione di un altro volume. Siamo negli inizi proprio, il feedback è buono, i lettori in media son contenti..

- Come ti è venuta l’idea anche di produrre i fumetti?

E’ venuta perché in realtà con Matteo Casali, che è mio partner e complice in questa impresa, stavamo discutendo da anni l’idea di fare delle nuove storie di Quebrada, perché io sono un appassionato di questo fumetto che esisteva già da diversi anni che lui aveva lanciato con una sua produzione indipendente molti anni fa assieme a Giuseppe Camuncoli e tanti altri artisti. Quindi l’idea era di fare nuove storie di Quebrada, poi siamo partiti da lì e l’idea si è allargata poi a produrre fumetti scritti inizialmente da noi e adesso aperti alla collaborazione anche con autori importanti come Casty, come Joe R. Lansdale che è un romanziere americano molto famoso, come Wu Ming, collettivo di autori di romanzi, insomma abbiamo in cantiere grandi belle cose anche con nomi internazionali importanti. L’obbiettivo rimane sempre lo stesso: di base, di fare dei fumetti che costino il meno possibile per i lettori, però abbiano un compenso professionale per tutti quelli che partecipano, che è una cosa che il crowdfunding ti permette di fare. Se il progetto lo presenti bene, il progetto va in porto, si crea un circolo virtuoso.

 Grazie ad Alessandro per l'intervista!

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