mercoledì 31 maggio 2017

Oh! Il libro delle meraviglie - di Leo Ortolani

 Questo volume che ho preso nei giorni scorsi racchiude tutte le storie appartenenti ai volumi (introvabili) Le meraviglie della natura, della natura 2 e della tecnica realizzati da Leo Ortolani negli anni ’90. Le meraviglie sono delle specie di documentari a fumetti in cui Leo ironizza sulle assurdità del mondo moderno e non solo, quelle che preferisco personalmente sono “Il drogato” e “Il morto”, con i loro finali amari.
Ci sono anche delle storie inedite realizzate per l'occasione: L'anziano, Il cristiano tepido, Il pedofilo, L'educazione sessuale, e tramite queste si può notare il netto progresso del disegno e dell’umorismo di Leo nel corso di tutti questi anni!

Oh! Il libro delle meraviglie - di Leo Ortolani - 2017
Pagine 244 - euro 18
Bao Publishing

martedì 30 maggio 2017

A bit of hi[story] - Legacy

In questi giorni mi sono arrivate foto e segnalazioni di filmati a proposito della manifestazione A bit of [hi]story di Torino, quindi ho deciso di ragrupparle in questo post..
La foto di apertura mi vede protagonista sul palco con il grande Doc Manhattan!

domenica 28 maggio 2017

venerdì 26 maggio 2017

Le nerd interviste: 28) Enrico Simonato

Oggi per la serie delle nerd interviste abbiamo un architetto e designer con la passione per il fumetto e l'illustrazione, che abbiamo incontrato al Be Comics a Padova: Enrico Simonato!

Ciao Enrico e grazie per l'intervista, una domanda classica: come hai iniziato?

In realtà non c’è un giorno in cui ho iniziato a disegnare, perché ho iniziato fin da bambino. Ho avuto la fortuna di avere tanti fogli di carta a casa perché mia mamma lavorava come segretaria all’interno di una scuola, e lei svolgeva anche dei lavori a casa di battitura a macchina, così avevo risme di carta disponibili tutto il giorno per disegnare. E quindi era il mio strumento di gioco, lo usavo proprio per creare dei miei giochi o i miei disegni, sfogavo tutta la fantasia nel disegno!
Poi sicuramente una buona colpa, se vogliamo dargliela, è degli anime giapponesi che mi son visto da bambino, perché mi hanno sicuramente influenzato nell’immaginario. Mi hanno spronato a provare a replicare i cartoni animati su carta, a provare a copiare le figurine dell’album delle figurine più in grande, sicuramente quello è stato importante per me.

giovedì 25 maggio 2017

PowerBook Pismo (2000)

Mesi fa ho preso questo storico portatile della Apple della serie dei PowerBook, non dava segni di vita ma a Torino all'A bit of history l'amico Lucio mi ha dato una dritta che ne ha permesso la rinascita! Quello che non ne permetteva l'accensione era la batteria ormai defunta, escludendo questa il portatile è ripartito (ovviamente alimentato a rete). Per escluderla bisogna alzare la tastiera, e si noterà un piccolo connettore al centro, basta staccare questo!

mercoledì 24 maggio 2017

Segnalazione: Festival Animavì a Pergola (Pesaro Urbino)

Oggi una piccola pausa dai miei consueti post per una segnalazione di un evento che rilancio volentieri!

Pergola (PU) – 13/ 16 luglio 2017

Animavì
Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico

seconda edizione

lunedì 22 maggio 2017

domenica 21 maggio 2017

Rat-Man Gigante 39 - I fantastici!

Ho preso qualche giorno fa il nuovo Rat-Man Gigante: siamo arrivati al numero 39 di questa bellissima e curata ristampa del nostro ratto preferito. Qui c'è la prima parte della saga dei "Fantastici", ovvero una divertente parodia del gruppo di super-eroi più amato da Leo Ortolani. Parodia che comunque si interseca con la storia principale, si già visto nel Gigante precedente che Rat-Man ha dovuto fare delle scelte drastiche, e funge anche da pausa (come già detto in teoria dovevamo essere a metà della vita editoriale della serie originale del Rat-Man).
Contiene anche la divertente ma maliconica storia "Stessa spiaggia, stesso sale", con il ritorno di Cinzia Lovable!

Rat-Man Gigante 39 - I Fantastici! - anno 2017
pagine 64 - euro 2.50
Panini Comics

venerdì 19 maggio 2017

Le nerd interviste: 27) Alessandro "Doc Manhattan" Apreda


Stasera per la serie delle nerd interviste abbiamo un giornalista, scrittore, sceneggiatore di fumetti e creatore di un seguitissimo blog punto di riferimento per tutti noi nerd, che ho avuto la fortuna di incontrare domenica al A Bit of [hi]story: Alessandro "Doc Manhattan" Apreda!

Ciao Alessandro e grazie per questa intervista, come nasce il nerd che è dentro al Dr. Manhattan, ritieni di essere sempre stato nerd? 

Penso di si, quando sei ragazzino in realtà ti piacciono le cose che piacciono a tutti gli altri ragazzini, quando inizi a crescere e ti affezioni ai fumetti, ai videogiochi e magari molte altre persone non seguono più quegli interessi ti rendi conto di esser nerd. O almeno per i nerd della mia generazione, adesso è un pò più difficile perché ad esempio i videogiochi sono molto più mainstream, sono molto più diffusi, però nei fine anni ’80 primi anni ’90 se continuavi a giocare con i videogiochi e a leggere i fumetti dei supereroi o i primi manga che sono arrivati in Italia, ne avevi la tessera, un passaporto da Nerd automaticamente!

- Qual’è stato il tuo primo lavoro?

                                                                                                                                                                  Quello che faccio anche adesso, il giornalista! Ho iniziato a scrivere di videogiochi alla fine degli anni ’90 per varie riviste, poi ho lavorato in realtà anche su riviste non di videogiochi, adesso collaboro con dei siti importanti internazionali però mi occupo sempre di quello, di videogiochi, di tecnologia, quindi sostanzialmente ho fatto un solo lavoro in vita mia!

- E fai quello che ti piace..


Si, ho avuto sempre la grande fortuna di trovarlo subito nel periodo anche in cui era anche più facile rispetto ad adesso, e ho avuto questa fortuna che continua anche oggi, speriamo continui ancora a lungo di fare comunque un lavoro che mi piace e mi diverte molto!

- Una cosa che sento dire spesso è: se vuoi lavorare nell’ambito nerd devi trasferirti a Roma o Milano, invece tu sei sempre riuscito a restare nella tua realtà locale..


Si, quando ero ragazzino sognavo di scrivere per le riviste di videogiochi, Zzap!, The Games Machine, Consolemania, eccetera. Non era possibile perché dovevi effettivamente vivere a Milano, perché ti consegnavano fisicamente i giochi, andavi lì a battere il pezzo in redazione, eccetera. Conosco persone che da Cosenza o comunque dal sud si sono trasferite a Milano per lavorare per Xenia (la casa editrice di Zzap! ndr) all’epoca. Però ho avuto la fortuna che fine anni ’90 con l’avvento di internet si è aperta la collaborazione sulle riviste di questo tipo anche a chi abitava in tutto in resto dello stivale. Quindi ho iniziato a lavorare per Super Console, per riviste, come Chip, di informatica, perché semplicemente bastava una banale connessione a 56K a casa e un pò di fantasia, ti mettevi lì, scrivevi i pezzi, li facevi girare..Ripeto c’erano molte più realtà rispetto ad oggi a cui proporre i tuoi pezzi, quindi era più semplice. Internet ha davvero permesso a chiunque..

- Internet di contro poi ha fatto chiudere molte realtà..


Si, poi in un secondo momento il rovescio della medaglia è stato questo: chiaramente con la diffusione sempre più massiva di internet quel tipo di informazioni, recensioni, le guide, eccetera, si trovavano su internet più fresche, con aggiornamenti più frequenti e gratis soprattutto, e questo si è mangiato un pò alla volta il mercato delle riviste di videogiochi. Però è anche l’evoluzione del mezzo: alla fine i contenuti sono gli stessi, si è evoluto il mezzo attraverso cui vengono proposti, oggi sono i siti di videogiochi anzichè le riviste di videogiochi, che sono rimaste ormai molto poche, però sostanzialmente poi i contenuti quelli.


- Ma il primo videogioco a cui hai giocato?

Me lo ricordo perché ho scritto un post sul blog anni fa, è stato credo Phoenix in un bar al mare, perché, per i più vecchietti come noi, prima dell’avvento delle sale giochi c’erano i bar e le pizzerie che avevano i cassoni, all’esterno d’estate, oppure all’interno d’inverno..

- 50 lire ?

No, erano già 100! Però soprattutto andavano forti i punti telefonici, al mare, c’erano le cabine del telefono e c’erano i videogiochi, quindi c’era questa popolazione mista formata da settantenni che telefonavano a casa, gente che fumava e gente che smadonnava per seguire i cassoni.. E il primo a cui ho giocato credo sia stato Phoenix, che era uno sparatutto, alla Space Invaders..

- E il primo fumetto invece? Topolino?

Credo sicuramente qualche fumetto western che mio padre portava a casa. Ho iniziato a sfogliare i fumetti, a consumarli, ancora prima di leggere. Mi leggevo Topolino, non sapevo leggere, quando non trovavo qualcuno che me lo leggesse in casa mi inventavo le storie, cioè mi immaginavo cosa si potessero dire in quelle nuvolette piene di quel linguaggio strano che non capivo ancora, non sapendo leggere. Però sicuramente il western, e sin da piccolissimo fumetti di supereroi, mi facevo comprare le buste sorpresa perché all’interno c’erano i vecchi numeri dell’Uomo Ragno Gigante, I Fantastici 4 Gigante, Thor e i Vendicatori, perché adoravo le storie dei supereroi. Quindi le leggevo in differita di diversi anni.

- Quelli che avevano colpito anche Leo Ortolani..

Esatto, i Fantastici 4 formato Gigante!

- Da cui Rat-Man Gigante.. Progetti futuri?

Progetti futuri: tante cose, di un paio non posso parlare. C’è un fumetto che è in cantiere a cui tengo molto spero possa vedere la luce molto presto, c’è Radium l’etichetta digitale anche mia che proporrà altre novità, insomma cose nel pentolone tante, speriamo di arrivare a fine cottura.

 
- In pratica avete questa etichetta digitale e proponete i fumetti con il meccanismo del crowdfunding..

Proponiamo dei fumetti, con il meccanismo del crowdfunding li produciamo e poi vengono stampati da Saldapress. Abbiamo fatto finora quattro volumi di tre fumetti diversi, perchè di Quebrada ne abbiamo fatti due, e adesso il prossimo: partirà fra pochi giorni una campagna di un fumetto scritto da Casty, che è un autore Disney, disegnato da Ryan Lovelock, che non è un nome d’arte di un porno-divo come potrebbe sembrare, ma è un disegnatore di fumetti super-ingamba. Penso che nel corso della prossima settimana finalmente potremo lanciare la campagna. E’ una bomba, è davvero una bomba! Non vedo l’ora che esca, lo sto dicendo da un pò, però ci stiamo lavorando e ormai ci siamo.

- Avete vinto anche dei premi, vero?

Rim City, che è quello che ho scritto io, ha vinto un premo l’anno scorso al Romics, abbiamo avuto altre nomination, tipo al Boscarato per la colorazione di un altro volume. Siamo negli inizi proprio, il feedback è buono, i lettori in media son contenti..

- Come ti è venuta l’idea anche di produrre i fumetti?

E’ venuta perché in realtà con Matteo Casali, che è mio partner e complice in questa impresa, stavamo discutendo da anni l’idea di fare delle nuove storie di Quebrada, perché io sono un appassionato di questo fumetto che esisteva già da diversi anni che lui aveva lanciato con una sua produzione indipendente molti anni fa assieme a Giuseppe Camuncoli e tanti altri artisti. Quindi l’idea era di fare nuove storie di Quebrada, poi siamo partiti da lì e l’idea si è allargata poi a produrre fumetti scritti inizialmente da noi e adesso aperti alla collaborazione anche con autori importanti come Casty, come Joe R. Lansdale che è un romanziere americano molto famoso, come Wu Ming, collettivo di autori di romanzi, insomma abbiamo in cantiere grandi belle cose anche con nomi internazionali importanti. L’obbiettivo rimane sempre lo stesso: di base, di fare dei fumetti che costino il meno possibile per i lettori, però abbiano un compenso professionale per tutti quelli che partecipano, che è una cosa che il crowdfunding ti permette di fare. Se il progetto lo presenti bene, il progetto va in porto, si crea un circolo virtuoso.

 Grazie ad Alessandro per l'intervista!

Se avete gradito questa e le altre nerd-interviste, vi chiedo se vi va di seguire questo blog cliccando il pulsante in alto a destra, grazie ! 

giovedì 18 maggio 2017

Dal mercatino di Brugine: Amiga 600, Alien, Casio, Age of Empires...

Il mio consueto resoconto del bottino che ho portato a casa dal Mercatino di Brugine di inizio mese..
In questa foto potete vedere la prima parte del bottino: Scatola e manuali del mitico Age of Empires della Microsoft, cover di Charlie Brown per iPhone 4, pistola per Sega Master System, lettorino Mp3 Zen Creative (purtroppo la batteria è esausta e non si accende) e storica calcolatrice Casio 121_MR

Anche quest'ultima se alimentata a batterie non si accende ma con l'utilissimo alimentatore universale funziona..

Altra parte del bottino, "Reaction Figure" di Ash dal primissimo Alien della Funko (è una mini action figure da collezione in pratica), l'amatissimo Wall-E versione peluche (in teoria anche parlante ma non funziona), altra action figure di Grag & Ramu dal cartone The Croods (venuta a 50 cent) e altre 2 mini personaggi di Spider-Man e Paperinik!

Eccolo il pezzo forte di questo giro: Commodore Amiga 600 completa di alimentatore e mouse! Il tizio che me l'ha venduta deve ricontattarmi per darmi anche tutti i dischetti che quel giorno non aveva.. confido di fare un post più approfondito quando avrà il sistema completo!

Tornando a Age of Empires, si capisce che è uno dei miei giochi preferiti, si?

mercoledì 17 maggio 2017

A bit of [hi]story - secondo giorno


Continua il resoconto della nostra due giorni a Torino con una breve visita allo stand dell'Ecomuseo di Alpignano dedicato ad Alessandro Cruto, l'inventore del filamento alla base della lampadina, idea avuta prima di Edison.. Qui abbiamo un simpatico esperimento con cui si poteva giocare alle "ombre cinesi"..

Ecco lo spazio vero e proprio dell'Ecomuseo..

..e altri esperimenti con questa lampada al plasma!

 La tarda mattinata ha visto l'arrivo di due personalità molto importanti per noi nerd e geek: Paolo Attivissimo e Alessandro "Dr. Manhattan" Apreda! Qui sto stringendo la mano al Doc,  per quei pochi che non lo sapessero giornalista, scrittore, sceneggiatore di fumetti e creatore di un seguitissimo blog!

Ho avuto l'onore di fare da guida al Doc ai retrocomputer esposti, e qui sto presentando i miei "piccoli"..

Poi ho partecipato come "moderatore" alla conferenza da lui tenuta sulla generazione Commodore, in cui abbiamo chiaccherato di Commodore 64 e di tutto quello che ha rappresentato per noi negli anni '80!
Ecco il video della mia introduzione, non so quando e dove verrà reso disponibile online l'intervento completo, comunque ve ne darò notizia su questo blog!


Una foto di gruppo con il Dr. Manhattan e alcuni Antristi che hanno risposto presente! :) Manca purtroppo il mitico Antrista che si è presentato con moglie e prole al seguito..

Nel frattempo continuavano le visite ai miei retrocomputer come testimoniato da questa foto fatta dalla mia dolce metà!
E si concludeva nel pomeriggio la nostra due giorni a Torino, con la nostra partenza verso casa..


..potete vedere qui il "bottino" da Torino, il libro di Paolo Attivissimo "Luna? Si, ci siamo andati!", che il gentilissimo Paolo mi ha autografato e dedicato..

..e ovviamente la dedica di Alessandro Apreda al suo libro Tokyo La guida nerd!

martedì 16 maggio 2017

A bit of [hi]story - primo giorno


Il mio reportage dall'A bit of [hi]story, evento sulla storia e il futuro dell'informatica organizzato dal MuPin (Museo Piemontese dell'Informatica) e che si è svolto nei suggestivi spazi MRF a Torino (gli ex stabilimenti Mirafiori)


Il resoconto della due giorni passata a Torino non poteva non iniziare dallo spazio che avevo allestito con i "pargoli" di casa mia. Come promesso ho portato 2 iBook G3, altrimenti noti come conchiglioni (uno ha smesso di avviare il sistema operativo la domenica ma lo proverò a sistemare) poi lo storico Apple IIc, il curioso lettore Apple Power CD, il Macintosh Color Classic e l'Amiga 600. Inoltre ho prestato la storica calcolatrice Divisumma 28 allo spazio del MuPin per posizionarla vicino alla "parente" Programma 101.

Lo stand di Alberto Ramasso, con cui ho chiaccherato, notare l'Apple IIplus e il Lemon (il suo clone italiano). Alberto mi raccontava che è specializzato nella ricerca di macchine retro "made in Italy", infatti in primo piano ci sono dei pezzi di una fatturatrice Olivetti e subito dopo l'Apple II il famoso computer da "fare in casa" distribuito dalla Nuova Elettronica!

In questo banco si dimostrava la potenza musicale del Commodore 128 con tanto di tastiera elettronica!

Le mitiche NEXT, ho notato che alcuni visitatori le vedevano per la prima volta nella vita! La NEXT è l'azienda fondata da Steve Jobs dopo la sua dipartita dalla Apple, qui vi erano presenti due modelli, il NEXT Cube e una NEXTStation. Il collezionista (che è tra i pochi italiani ad avere questo tipo di macchine!) è l'amico Lucio alias Luciano Dadda, che mi ha dato una drittissima per resuscitare un Powebook G3 Pismo, in futuro farò un post dedicato a questo portatile!

Lo spazio dell'amico Ermanno Betori da Roma con Philips MSX, Texas Instruments TI/99a, eccetera in condivisione con l'altro amico Federico Gori dalla Toscana con Vectrex, Macintosh, Atari Jaguar..

Questo era il tavolo di Allgorhythm Studios, un gruppo di ragazzi che mi ha raccontato di come ha sviluppato un gioco (che prevede fino a 8 giocatori in contemporanea!) e con questo ha vinto una gara di programmazione! Purtroppo nella confusione non sono riuscito a fare un'intervista ma ho il biglietto da visita :)

Lo spazio delle console organizzato da Re.Bit Magazine con i classici NES,  Sega Dreamcast, eccetera..

Ho rivisto dopo tanti anni il vecchio amico Erik "ss4" Christille che ricordavo ragazzino e ho ritrovato con prole al seguito :) Qui potete vedere in funzione una sua Amiga 2000 e una Digital..


Qui abbiamo qui un altro TI/99a, un Atari ST e un mitico Commodore 64 con doppio drive 1541!

L'interessantissimo spazio di Marco Bruno, con uno storico computer HP e un ingombrante portatile IBM..

.. e un trio di TELESCRIVENTI, in funzione! La più antica è quella a destra dell'Olivetti risalente al 1950!

Continua la carrellata di retrocomputer con altro stand, in primo piano (da quello che ho capito) un computer russo..

Importantissimi i computer portati da Sergio Gervasini e Stefania Calcagno di EsoCop (European Society for Computer Preservation): fra gli altri un Altair 8800 e un IMSAI 8080 (si, il computer di WarGames!)

Eccoli in tutto il loro splendore, per fortuna l'IMSAI non aveva voglia di giocare alla guerra termonucleare globale!

Qui c'è la storia della mai troppo rimpianta Olivetti allestita dal Museo Tecnologicamente di Ivrea, in primo piano l'importantissima e incompresa Programma 101 e l'Olivetti M24..

..e una bellissima Macchina da scrivere Lettera 22!

 Il container-esposizione della galleria d'arte Opere Scelte di Torino. Opere che traevano ispirazione dall'informatica..


..e lo spazio espostivo dell'Istituto d'arte di Torino!

Qualche progetto elettronico per giovani e volenterosi nerd..

Altro giro di Apple: Apple II, e 2 iMac G3


L'area espositiva dei padroni di casa del MuPin con Commodore PET, Apple Lisa II (!!!) e un'altra Programma 101!


Alla sera la disegnatrice e animatrice inglese Sydney Padua (che ho anche brevemente intervistato) ci ha parlato del suo fumetto dedicato alle ipotetiche avventure di Ada Lovelace e Charles Babbage (purtroppo non ancora distribuito in Italia). Nel disegno in basso c'è la visione del "computer" che questi due geni avevano ideato ma che non sono riusciti purtroppo a realizzare, la cosiddetta "Macchina Analitica"..

..Macchina Analitica di cui Sydney aveva una simulazione in 3D sul suo Mac che ha prontamente mostrato a noi nerd eletti!
Con questo finisce il primo round, a domani per la seconda parte!