Il numero si apre con qualcosa di mai visto prima. La stessa redazione sceglie di parlare, tramite un fumetto, di un fattaccio che è successo al suo interno, cioè di un membro che è stato allontanato a causa dei suoi comportamenti tossici. I disegni sono stati affidati al grande Claudio Calia che ha raffigurato gli altri della redazione come tanti personaggi Lego. Anche per questo, il tema di questo numero sono i rapporti tossici, le dinamiche sessiste, manipolatorie e di potere, che si annidano anche nei posti dove viviamo e lavoriamo.
Si inizia così con La banalità del normale, di Ginevra Sorbelli, con protagonista una ragazza che non si rende conto di essere vessata dalla sua "capa", di cui è terrorizzata.
La traiettoria migliore di Marco Cardilli si ispira alla reale vita di Vittoria Bussi, ricercatrice poi diventata ciclista specializzata nelle corse a cronometro, tanto è è vero che detiene ancora adesso il record dell'ora!
Dopo una suggestiva illustrazione di Nora, troviamo una storia di due pagine molto cruda e con pochissimi dialoghi realizzata da Archivio di ferro, chiamata Sempre stanca.
Fiamma ne La grande amarezza parla del "tradimento" delle città nel confronto delle donne, visto che i centri abitati sono stati progettati quasi tutti da uomini
Molto cruda anche Summer 1998, di Dee Sastrous con i disegni di Francesca Gatto. Una situazione familiare come ce ne sono purtroppo tante, con un "padre padrone" che se la prende con moglie e figlia piccola
Molto toccante Ali diverse, di Esselledi. Una ragazza (la stessa autrice?) racconta delle difficoltà avute per inseguire il sogno di disegnare, dal bullismo dei compagni di classe a un'insegnante che l'aveva presa di mira.
Dopo un'illustrazione di Nelnomedellamadre, eccoci a Casa dole casa, di Cheit.jpg. Le vessazioni che deve subire una giovane donna prigioniera di un rapporto ultra-tossico.
Altro tono invece per Alla larga del poser farlocco, scritta da Lorenzo La Neve con i disegni di The Sando. I pericoli scaturiti dalle celebrità che si atteggiano da macho.
Dopo una pagina contenente le bellissime pubblicità "fasulle" opera di Stefano Zattera, anche queste a tema, passiamo a Tra le arance, di Silvia Acidi, le riflessioni di una donna che si accorge di cambiare ogni volta la sua vita quando succede qualcosa di sgradevole.
Ultima storia affidata a Alpraz. Beni benius a Macumère, nel consueto stile stranulato dell'autrice, parla della situazione del CPR di Macumère. Il finale della fanzine vede due pagine di sketch di Jacopo Camagni, autore che ci ha lasciato da poco e che spesso partecipava alla rivista. Per procurarvi l'Antifa!nzine il sito è sempre lo stesso: https://www.antifanzine.it/
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