lunedì 5 aprile 2021

Dampyr 253: I figli di Pontemorto - di Mirko Perniola e Paolo Raffaelli

 

Ancora buona Pasqua e buona Pasquetta. Stasera parliamo dell'ultimo Dampyr, I figli di Pontemorto!

Harlan Draka ritorna in Italia, precisamente nella bassa Ferrarese, questa volta da solo.  Una vecchia conoscenza di Harlan, Bianca, una delle tante "amiche" che ha sparse per il mondo, subisce il tragico suicidio della zia. Sembra che all'anziana sia apparso il figlio morto da anni, figlio che era stato rinchiuso nell'istituto Santa Farailde. Abbiamo infatti una classica ambientazione horror, quella di un manicomio che era riservato ai bambini, ed in più abbandonato da anni dopo un tragico incendio! Comunque, anche altri anziani del paese di Pontemorto sembrano avere una visione dei loro figli "perduti", avvenimento che gli induce al suicidio. Ovviamente spetterà ad Harlan capire cosa si nasconde nell'ex-manicomio. Come già detto, da un'ambientazione così d'effetto come un ex-istituto psichiatrico non poteva che venire fuori un'ottima storia spaventosa, seppure riempitiva rispetto alla continuity principale. Anche il "mostro" del mese, di cui non viene rivelato molto della sua natura, sicuramente colpisce nel segno. La sceneggiatura è di Mirko Perniola, in trasferta dal futuro di Nathan Never, e ai disegni c'è il bravissimo Paolo Raffaelli, dallo stile realistico molto d'impatto.

Ma parliamo anche delle novità dell'albo. Come per gli altri Bonelli, abbiamo l'aumento del prezzo a 4.40 euro, ma la seconda e la terza di copertina diventano a colori. E in più in omaggio c'è la medaglia celebrativa per gli 80 anni della casa editrice dedicata ad Harlan Draka, il prossimo mese ci sarà quella dedicata a Kurjak e Tesla mentre in edicola trovate il raccoglitore e le medaglie allegate alle riviste degli altri personaggi.


Dampyr 253: I figli di Pontemorto - di Mirko Perniola e Paolo Raffaelli
pagine 98 - euro 4.40
Sergio Bonelli Editore

2 commenti:

  1. Appena finito di leggerlo, Ferrara e la sua provincia sono lo scenario ideale per l'horror regionalistico, anzi per il gotico rurale, per utilizzare la definizione giusta.

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    1. Non sono esperto, ma mi sembra che pure il buon Pupi Avati ha ambientato degli horror in Emilia-Romagna, vero?

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