lunedì 7 marzo 2022

Freaks Out: La recensione di coppia

 

La nostra recensione del film Freaks Out, di Gabriele Mainetti! 

REGIA:  F = 8 MV = 9 MEDIA = 8.5

STORIA:  F = 8 MV = 8 MEDIA = 8

ATTORI: F = 8 MV = 9 MEDIA = 8.5

TRUCCO/PARRUCCO:  F = 8 MV = 8 MEDIA = 8

COSTUMI: F = 8 MV = 8 MEDIA = 8

COLONNA SONORA:  F = 8 MV = 8 MEDIA = 8

TOTALE = 8.17

FP: Siamo nel 1943, in una Roma devastata dalla seconda guerra mondiale. E in questa città che si svolgono gli spettacoli di uno scalcagnato circo, chiamato Mezzapiotta, in cui si esibiscono vari "fenomeni da baraccone", ciascuno però con un proprio "superpotere". Ci sono il forzuto e iperirsuto Fulvio, l'albino Cencio in grado di controllare gli insetti, il nano ritardato Mario con poteri magnetici e la dolce Matilde che sprigiona energia dalle sue mani. Quando Israel, l'ebreo proprietario del circo, sparisce, i quattro si ritrovano da soli e senza sapere più che fare. Tre di loro decidono di unirsi al "Berlin Zircus", comandato dal perfido Franz, mentre Matilde continua la sua ricerca di Israel, imbattendosi poi in una strana brigata partigiana. Per la sua seconda opera, il regista di "Lo chiamavano Jeeg Robot", ha pensato decisamente in grande. Se il primo film aveva dovuto in pratica autoprodurlo, per quest’ultimo ha potuto disporre di un ottimo budget per un film italiano. E si vede perfettamente, perché le scenografie, gli effetti speciali, la colonna sonora non hanno niente da invidiare ad una produzione hollywoodiana. Colpisce anche la trama, veramente ben costruita, ricca d'azione (il montaggio è qualcosa di eccezionale) e con ottimi dialoghi. Bravissimi anche gli attori, dai veterani Tirabassi e Santamaria alle rivelazioni Aurora Giovinazzo (Matilde), Giancarlo Martini (Mario) e Franz Rogowski (Franz) passando per l'emergente Pietro Castellitto (Cencio). I quattro freaks sono una specie di versione italiana e vintage degli X-Men, e i nazisti in pratica sono uomini solo malvagi che diventeranno carne da macello. Ma il film non è solo azione ed effetti speciali, perché c'è tempo per mostrare gli orrori della guerra e ovviamente anche la (purtroppo sempre attuale) paura per il "diverso", che sia un freak, un ebreo o un ragazzo down. 

MV: Sono, e so di sbagliare, sempre prevenuta nei confronti delle produzioni italiane. Questo film non mi attirava minimamente, mio malgrado ho dovuto vederlo. Devo fare pubblica ammenda, bellissimo, mi è piaciuto da tutti i punti di vista: la storia, la regia, i costumi, la sceneggiatura, la colonna sonora. Un piccolo capolavoro. Particolarmente attuale, vista la situazione, in certi momenti non manca di far venire il groppo in gola. Tuttavia, nonostante mostri gli orrori della guerra piuttosto esplicitamente, non manca la deriva fantastica che lo rende una favola, cosa che in realtà io apprezzo perché credo che sia nel diritto di un film quello di farci sognare. Ultima irrinunciabile nota: attori fantastici.



6 commenti:

  1. Conosci il mio parete, ma sono felice che vi sia piaciuto così tanto ;-) Cheers

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  2. Un film adorabile, la conferma che Mainetti non era solo "chiacchiere e distintivo", bensì un artista capace di distinguersi anche con la sua seconda opera, senza adagiarsi nel successo di Lo chiamavano Jeeg Robot.

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    1. Concordo in pieno, che poi noi colpevolmente dobbiamo ancora vedere la sua opera prima, ma prima o poi...

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  3. Io sono stato meno entusiasta, l'ho trovato a tratti troppo eccessivo, a differenza di "Lo chiamavano Jeeg Robot" in cui anche le scene più drammatiche e più grottesche riuscivano a mantenere il giusto equilibrio. Anche i personaggi mi sono sembrati troppo caricaturali, l'unico veramente riuscito è, paradossalmente, il loro antagonista.
    Comunque, sperò che i Mainetti continuino nella loro strada innovativa perché ogni tentativo di fare cinema in Italia che si distingua dalle solite commedie e dai soliti pseudo-intellettualismi buoni per far addormentare il pubblico al festival di Venezia, deve essere sostenuto.

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    1. Mainetti che io sappia è uno solo, quelli in 2 sono i Manetti :D Lo so che è facile confodersi, anche perché questi registi sono fra quelli che, come dici tu, cercano di andare al di là dei soliti film d'autore e cinepanettoni!

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