venerdì 14 giugno 2019

La nerd-intervista: Violetta Rovetto e Marco Tarquini

Stasera tornano le consuete interviste del venerdì con la coppia autrice del bellissimo "Il migliore dei mali": Violetta Rovetto e Marco Tarquini, conosciuti anche come Violetta Rocks e TarMa!
Attenzione l'intervista può contenere qualche piccolo spoiler sulla storia, quello più grosso l'ho eliminato e troverete solo la scritta OMISSIS!

 - Come nasce questo progetto?

V: Questo progetto nasce nel 2013 in realtà, perché l’idea per la storia mi venne in mente in quell’anno. Ovviamente all’epoca era molto diversa da come poi è stata sviluppata nel tempo. Diciamo che non ci ho lavorato in maniera continuativa per tutti questi anni. E’ stata ripresa ultimamente perché si è palesata questa possibilità di fare un fumetto con un’eventuale sceneggiatura scritta da me. Perché comunque avendo studiato cinema ero un po’ nell’ambiente, nel senso che avrei voluto poter scrivere qualcosa che fosse mio, oltre a raccontare e a recensire i film degli altri. Però fare un film è abbastanza complesso, perciò Marco, che è un fumettista, mi ha suggerito di scrivere una sceneggiatura di modo che lui potesse disegnarla. Lui mi è sembrato un buon compromesso per dare vita ad una storia scritta da me, e quindi fra le varie ho scelto questa. Perciò mi sono messa a lavorare a Il migliore dei mali.

- Quanti volumi avete previsto?

V: Di questa prima storia saranno due volumi, perché è una storia unica con un inizio e un suo finale.

T: In realtà il progetto iniziale era di fare un volume solo, però ci siamo resi conto che uscivano più pagine di quelle che avevamo previsto, uscivano circa 350-400 pagine!

V: Il fatto è che io sono abituata a scrivere per l’audiovisivo. Nel senso che io ho scritto una sceneggiatura di 140 pagine, che per l’audiovisivo non sono eccessive, però non sapevo che trasportandole in un fumetto sarebbero diventate tipo il triplo.

T: Ce ne siamo accorti con lo storyboard!

- Chi ha realizzato lo storyboard?

V: Io!

T: Lo storyboard del primo l’ha fatto lei.

V: Perché sono una maniaca del controllo, non che mi andasse particolarmente! Però avendo lavorato bene insieme, alla fine per questa seconda parte ho deciso di smollare un po’ la tensione e lo storyboard del secondo volume lo sta facendo lui !

- L’ambientazione della storia è chiaramente ispirata alla situazione di Taranto…

V: Sì, diciamo che è un luogo di fantasia. Sicuramente si rifà a certe situazioni che in realtà sono diffuse in tutta Italia ma di cui noi abbiamo sentito particolarmente parlare da tanti media, come quella di Taranto. Però non è che ho pensato a quella città in particolare.

- Quindi il nome dell’azienda, Termaranto, ha qualche significato?

V: E’ un nome di fantasia, non è riferito a qualcosa in particolare. Era un nome da azienda!

- C’è un motivo anche per l’anno dell’ambientazione, il 1997?

V: L’ho ambientato nel 1997 perché i protagonisti sono tutti tredicenni, e quindi di conseguenza volevo raccontare un mondo che io a tredici anni conoscevo, perché io sono nata nel 1987. Quindi nel 1997 più o meno ero una loro coetanea, io avevo dieci anni e loro tredici, nel senso che volevo raccontare un mondo che non mi fosse estraneo. Se dovessi raccontare il mondo dei tredicenni di oggi sarebbe già tutto diverso. E comunque c’è un motivo per cui è ambientato nel 1997: perché ho deciso che lì è l’inizio di un qualcosa che però se adesso lo dico rovino il finale a tutti! Quindi lo scoprirete leggendo, ecco! Che poi in realtà questi primi due volumi, che fanno parte della prima storia autoconclusiva, è come se fossero la prima fase della mia idea. Perché la mia idea si sviluppa in altri due volumi, il primo è questo qua, che poi è diviso in due, parla della loro preadolescenza, però poi vorrei continuare la storia con la loro adolescenza e con l’età adulta. Chissà cosa succederà, vedremo!

- Un po’ alla IT: IT capitolo 1, IT capitolo 2…

V: Sì, anche loro hanno fatto una scelta simile, no?

T: Però diciamo che in linea di massima questo ciclo si chiuderà, lasciando qualche porta aperta.

V: Però tutte le risposte di questa storia verranno date comunque in questi due libri.

- Anche il discorso (OMISSIS), uno non se l’aspetta proprio…

V: La cosa interessante sarà scoprire il perché! Comunque il libro è stato enunciato come un thriller giallo fantastico, di impronta fantastica, ci sono degli elementi sovrannaturali sicuramente, dichiaratamente. Dall’inizio non ho detto quali, mi piace che le persone li scoprano da soli, perché secondo me è più interessante, più intrigante, che ognuno scopra da solo le cose.

- Ci sono ancora dei misteri in sospeso che dovete assolutamente svelare! 

T: Purtroppo è stata una sofferenza anche per noi, perché comunque è un giallo, quindi di base è brutto anche interromperlo così. Un conto è magari la serie tv o un film completo, che magari interrompi in più fasi. Però una storia comunque così breve, nella quale hai la possibilità anche di dare poche informazioni, il fatto di spezzarlo così è comunque brutto. Cioè in questo qui rispetto alla storia non è che abbiamo raccontato chissà quanto. Di base noi avremmo voluto fortemente che la storia fosse stata sviluppata in un solo volume e conclusa “one shot”.

V: Più che altro perché è stato pensato non per avere una serialità. Perché se tu sai che stai scrivendo una cosa per avere una serialità la scrivi in un certo modo, se tu invece sai che avrai un volume unico la scrivi in un altro. Quindi è stata pensata per essere scritta in una storia unica e poi è stata divisa. Infatti ad un certo punto ho dovuto creare un cliffhanger che non c’era. Cioè ci sono vari colpi di scena, però questo colpo di scena in particolare l’ho dovuto rendere un vero e proprio cliffhanger, quindi caricarlo un pochino di più ricostruendo alcune parti.

- E quando uscirà quindi il secondo volume?

T: Il secondo in linea di massima uscirà i primi mesi dell’anno prossimo, la data precisa ancora non è ufficiale. Adesso te la dico ma non scriverla perché non è ufficiale appunto! Comunque dipende, perché un altro volume di altrettante pagine, un minimo di disegno, il tempo te lo prende purtroppo. Tra colorazione, disegni, io sono un po’ “caciarone-pecione”, però comunque ci vuole!

- Dopo questo farete altre opere assieme?

T: Dopo questo di base c’è appunto la valutazione di continuare questa “saga”, chiamiamola così, con gli altri due libri. Ma questa è una valutazione che prenderemo dopo, perché, ripeto, al secondo volume di questo si conclude comunque la storia. Eventualmente ci sarà un seguito, quindi quella è una cosa da valutare. Poi abbiamo altri progetti, io ho i miei personali, lei ha altre sceneggiature…

V: Nel senso che lui magari ha in mente una produzione propria, di cose scritte da lui, e io non intendo coprire tutto il suo tempo di disegno. Quindi magari mentre lui scrive cose sue potrei collaborare con altri disegnatori e via dicendo, l’idea è un po’ quella. E magari anche continuare questo come saga.

5 commenti:

  1. Anche se saltuariamente seguo Violetta, questo non lo volevo prendere... ma dopo i tuoi due post mi è venuta troppa curiosità! Devo smetterla di leggerti! XP

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  2. Figo quando l'ambientazione retronostalgica è comunque giustificata.
    Questo, quasi quasi... :)

    Moz-

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