venerdì 17 novembre 2017

Le nerd-interviste: 47) Sergio Algozzino

Oggi per la serie delle nerd-interviste abbiamo l'ultima dal Treviso Comic Book Festival, con il fumettista Sergio Algozzino!


Ciao Sergio e grazie per l'intervista, come nasce "Memorie a 8 bit"?

Allora questa qui è la riedizione di Memorie a 8 bit, che in realtà è già la reincarnazione di un altro libro che avevo fatto per gli Umanoidi Associati in Francia, ed è una raccolta di storielline brevi, a temi vari, tutti in chiave autobiografica. Ma non è un’autobiografia, perché è un libro dove la mia figura è semplicemente un tramite per parlare di alcune cose che sono state vissute in generale un pò da tutti, non solo da chi ha vissuto quello di cui parlo nello specifico, ma anche da cose compatibili perché più che descrivere gli oggetti io descrivo le emozioni che vengono da quella cosa. Allora ci sono cose un pò divertenti, ci sono cose un pò malinconiche.

- Infatti ci ho trovato anche molta malinconia..


E' così il libro: è un giro in quelli che sono ricordi sparsi, in alcune cose poco convenzionali da ricordare nelle autobiografie, dove solitamente ricordi la prima volta che hai incontrato la ragazza di cui ti sei innamorato, invece qui si parla di oggetti, di giocattoli, di musica, che ricordi ci sono della musica, eccetera eccetera. Quindi questo è il libro, che poi è esploso in questa versione parallela che è il canale Youtube, in cui parlo di ulteriori cose legate allo stesso argomento…


- Fra l’altro su Youtube sei seguitissimo!

Ho uno zoccolo di appassionati, si.

- Ma come trovi il tempo per fare tutto?


Mah, fare fumetti ovviamente lo trovo perché è quello che fa parte del mio lavoro. Il canale è proprio  un vezzo, e quindi il tempo lo trovo con tanta fatica perché fra l’altro lì è un impegno bello grosso perché faccio un video a settimana almeno, e magari monto i video la notte, per dire, al di fuori degli orari standard.. Faccio anche le dirette, quando posso. A me piace molto quella cosa là, perché fa sempre parte di altre cose che a me piacciono, fin da quando ero ragazzino, che magari facevo i film con gli amici, facevamo le finte trasmissioni televisive…

- Mentre Il piccolo Caronte?

Il piccolo Caronte invece fa parte di quella serie di storie che ho in testa ma che non immaginavo disegnate da me, che poi alla fine non le avrei disegnato mai, proprio perché non le vedevo adatte al mio disegno. Ho deciso quindi di farlo con una disegnatrice, che è Deborah Allo, bravissima, che ha potuto aiutarmi nel sfogare una di queste storie, perché comunque già siamo al lavoro su un altro volume, che disegnerà sempre lei, così riesco a fare anche cose che non vedevo disegnate da me.

- Tu sei un autore completo, com’è invece curare solo la sceneggiatura per un altro disegnatore?

E’ stato ovviamente molto più difficile di quello che pensassi, anche perché ho cercato di influenzare lei il meno possibile. Cioè io volevo una cosa che comunque fosse vista anche con gli occhi di un altro, quindi ero molto preciso, ma contemporaneamente lasciavo molta libertà a interpretazione sul modo di disegnare, cioè su quello che c’era da disegnare nelle vignette. La storia è di questo bambino figlio di Caronte, il Caronte ufficiale, il Caronte padre, chiamiamolo così, anche se queste figure qui hanno delle sfumature un pò diverse. Caronte si stanca di questo mestiere e se ne va! E lascia tutto al figlio che quindi non ha idea di come funzioni il lavoro, e viene instradato in questo viaggio attraverso delle figure che lo aiutano a capire questa cosa: come funziona la vita e la morte. Quindi lui viene portato in giro, è una specie di Canto di Natale, perché ci sono proprio tre momenti specifici con delle figure che gli fanno scoprire le cose che lui non sa, in pratica un racconto di formazione.

- I tuoi prossimi progetti?  Mi hai già detto che ci sarà un altro volume con Deborah Allo..

Intanto con Deborah siamo già al lavoro appunto su un’altra storia, che ha le stesse atmosfere di questa, un pò gotica, non orrorifica, perché in realtà là ci sono temi fortissimi però comunque per me ci deve sempre essere un’atmosfera un pò etereogenea, ci sono dei momenti che smorzano anche un pò l’atmosfera e ci sono delle cose anche molto cruente, dipende! Quindi stessa cosa, ci sarà questa situazione un pò ironica ma comunque a volte bella tosta, con questa atmosfera molto gotica che in questo secondo sarà probabilmente ancora più gotica. E poi sono al lavoro su altre storie mie…

- Un’ultima cosa, ho visto che la prefazione di Memorie a 8 bit è del grande Alessandro “Dr. Manhattan” Apreda, come nasce questa collaborazione?

Si, la prefazione di Memorie a 8 bit, che già anche quella c’era nella prima edizione, è di Alessandro, che ovviamente è il super-detentore del mitico blog, chiaramente gliel’ho chiesto, in quanto persona adattissima in quello che era il senso del libro!

13 commenti:

  1. Bello fare le cose che piacciono ventiquattrore su ventiquattro ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gia! Ma anche tu Alligatore non scherzi, no? 😆

      Elimina
    2. Purtroppo no, per mantenermi faccio un lavoro che non mi piace (poi il resto delle ore faccio cose che mi piacciono, per questo dormo pochissimo, azz..).

      Elimina
    3. Allora ti capisco benissimo..

      Elimina
  2. Che bella intervista!
    Una cosa in comune ce l'abbiamo... lui monta i video di notte e io scrivo i post di notte perché durante la giornata non trovo proprio il tempo! 😥
    Notte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io posto di solito verso tarda sera... ti capisco!

      Elimina
  3. Memorie a 8 bit mi incuriosisce molto, già molto intelligente (o ruffiana :D) la scelta di mettere He Man in copertina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh lui era un nerd che ha vissuto quegli anni (come noi) quindi ne ha pieno diritto :D

      Elimina
  4. Memorie è nella mia wish list già da un po' (da quando ne hai parlato la prima volta)!
    Se mi capita lo prendo ma il problema è che non capito mai in fumetteria o in libreria.

    Il secondo lavoro invece non mi attira ma è una questione di gusti, seppure ami l'opera di Dickens.

    Non sapevo fosse lo stesso di YouTube, l'ho conosciuto qualche mese fa ed è in un articolo bozza in cui consiglio i pochi canali italiani decenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si come spiega nell'intervista riesce a fare entrambe le attività.. ed è anche colorista per la Bonelli (gli ultimi Dylan Dog Color Special li ha colorati lui!)

      Elimina
    2. Pure!
      Comunque una brava e bella persona (da come appare nei video e mi ha anche risposto al mio primo commento), si merita la pubblicazione dei suoi fumetti e il successo sul tubo!

      Elimina